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	<title>crimini economici - Cosa Pubblica. Libra</title>
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		<title>Spending review al contrario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[crimini economici]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Società pubbliche o a capitale partecipato: il più grosso buco nero di corruzione in cui la spesa pubblica può essere abusata a piacimento al di fuori di ogni controllo di contabilità, finanza, fisco e magistratura. Con la protezione di complicità politiche abusi e crimini possono essere attuati impunemente al sicuro da qualsiasi indagine. La politica, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Società pubbliche o a capitale partecipato: il più grosso buco nero di corruzione in cui la spesa pubblica può essere abusata a piacimento al di fuori di ogni controllo di contabilità, finanza, fisco e magistratura.</p>
<p>Con la protezione di complicità politiche abusi e crimini possono essere attuati impunemente al sicuro da qualsiasi indagine. La politica, per assicurarsi questa riserva per la caccia di frodo nella ricchezza dei cittadini, ha realizzato negli anni recinti impenetrabili in cui poter liberamente agire al di fuori delle leggi.</p>
<p>Spazi in cui le più elementari leggi sulla trasparenza e concorrenza vengono aggirate a danno grave per la spesa pubblica. Complici, in buona o malafede, coloro che hanno attivato battaglie per mantenere a gestione pubblica settori dell’economia diventati, nel tempo, territorio di privilegio di un ristretto numero di fortunati che,attraverso lo scambio “voto per posto ricco”, hanno succhiato soldi a danno della collettività. CosaPubblica intende muoversi su questo fronte per smascherare molti colpi e portarli a conoscenza dell’opinione pubblica, l’unica forza che può battere i malfattori coinvolti in questi fatti di corruzione.</p>
<p>Piero Di Caterina Presidente di CosaPubblica commentando l’articolo sulle società partecipate uscito oggi su  Il Sole 24 ore e del quale postiamo il testo.</p>
<p><a href="https://www.cosapubblica.it/wp-content/uploads/2013/09/Sole_24_ore_16_09_2013_-societ%C3%A0-regionali-zero-tagli.pdf" rel="nofollow" target="_blank">Clicca qui per visionare il testo (PDF 1)</a></p>
<p><a href="https://www.cosapubblica.it/wp-content/uploads/2013/09/Sole_24_ore_16_09_2013_-societ%C3%A0-regionali-zero-tagli.pdf" rel="nofollow" target="_blank">Clicca qui per visionare il testo (PDF 2)</a></p>
<p><a href="https://www.cosapubblica.it/wp-content/uploads/2013/09/Sole_24_ore_16_09_2013_-societ%C3%A0-regionali-zero-tagli.pdf" rel="nofollow" target="_blank">Clicca qui per visionare il testo (PDF 3)</a>  <!--codes_iframe--><!--/codes_iframe--></p>
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		<title>Chissà che Italia sarebbe senza Corruzione</title>
		<link>https://www.cosapubblica.it/chissa-che-italia-sarebbe-senza-corruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[crimini economici]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>articolo da Webeconomia.it Viene da domandarsi perché i paesi che uscirono sconfitti dal secondo conflitto mondiale, oltre che pressoché distrutti ma anche imperiosamente debitati, risultano oggi all’interno della economia globale tra quelli più importanti. Non può essere solo una prerogativa della abnegazione giapponese o dell’ordine tedesco la ragione per la quale Germania e Giappone sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>articolo da <a href="http://www.webeconomia.it/" rel="nofollow" target="_blank" class="external external_icon">Webeconomia.it</a></p>
<p>Viene da domandarsi perché i paesi che uscirono sconfitti dal secondo conflitto mondiale, oltre che pressoché distrutti ma anche imperiosamente debitati, risultano oggi all’interno della economia globale tra quelli più importanti. Non può essere solo una prerogativa della abnegazione giapponese o dell’ordine tedesco la ragione per la quale Germania e Giappone sono tra le nazioni portanti della economia globale e se esploreremo a grandi linee, potremmo anche dedurne che non è solo la loro severa impostazione a determinare il loro sviluppo ma anche una corruzione fortemente limitata.</p>
<p>L’Italia alla fine del conflitto era sostanzialmente distrutta  e disorientata. Il piano Marshall permise al nostro paese di ricevere sostanziosi aiuti che si tramutarono in opportunità di ricostruzione e di sviluppo che fece il suo boom quasi quindici anni dopo della fine della guerra. Fu allora che ebbe modo di crescere un PIL a due cifre davvero significativo e non solo per lo sviluppo edilizio che creava occupazione, ma anche e soprattutto al fiorire di piccolissime e medie aziende artigianali che, insieme ai colossi industriali del nord, formarono anno dopo anno, la colonna vertebrale della nostra economia. A quel tempo l’Italia era un paese sostenuto con fiducia da tutte le altre nazioni che consideravano sicuro, qualsiasi forma di investimento. Un popolo serio e dedito al lavoro, con la testa sulle spalle che pensava al risparmio ed al mattone.</p>
<p><a href="http://www.politicicorrotti.it/sarebbe-italia-non-corruzione/" rel="nofollow" target="_blank" class="external external_icon">Leggi tutto su Politicicorrotti.it</a>  <!--codes_iframe--><!--/codes_iframe--></p>
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		<title>I crimini economici che hanno rovinato l’Italia</title>
		<link>https://www.cosapubblica.it/i-crimini-economici-che-hanno-rovinato-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[crimini economici]]></category>
		<category><![CDATA[l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[rovinato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA CORRUZIONE ALZA I COSTI DI OGNI OPERA Una vera e propria giungla. Quella degli appalti e dei lavori pubblici è la madre di tutte le tangenti…. Non è facile per Piero Di Caterina, imprenditore che per lavorare deve per forza accedere agli appalti pubblici, raccontare ai magistrati e all’opinione pubblica tutto quello che ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>LA CORRUZIONE ALZA I COSTI DI OGNI OPERA</p>
<p>Una vera e propria giungla. Quella degli appalti e dei lavori pubblici è la madre di tutte le tangenti…. Non è facile per Piero Di Caterina, imprenditore che per lavorare deve per forza accedere agli appalti pubblici, raccontare ai magistrati e all’opinione pubblica tutto quello che ha dovuto vedere e vivere in un mondo ai limiti della legalità. Non è facile soprattutto perché sente dentro di sé di essere una vittima di enormi abusi e perché sa di non avere ancora ottenuto quella giustizia in cui ha confidato, denunciando reati gravi proprio nell’ambito di gare d’appalto pubbliche. In fondo, nel nostro sistema malato la denuncia è sempre un atto di grande coraggio che ha un prezzo esorbitante. Chi denuncia viene lasciato solo dallo Stato, dalla politica onesta e dalla magistratura che non lo incoraggiano e non lo tutelano a sufficienza.</p>
<p>Dalle pagine che seguono si comprendono profondamente i meccanismi della corruzione negli appalti pubblici. Qualche dato. Il 30% degli appalti in Italia viene affidato senza gara dalle tredicimila stazioni appaltanti (comuni, enti pubblici, comunità montane, Asl). Un vero e proprio dato allarmante. Come è possibile? Ancora una volta sono le leggi a permetterlo. A fotografare una situazione preoccupante è stato recentemente Giuseppe Santoro, presidente dell’Autority per i Contratti Pubblici che così ammette di aver fallito. «L’appalto senza gara è diventato prassi. Quasi la metà (il 48,1%) dei contratti di importo superiore a 150.000 euro nel 2011, è stata affidata attraverso una procedura negoziata senza pubblicazione del bando. Si tratta di 8.877 cantieri per un importo medio di 403.095 euro e un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro. Una tendenza che va a crescere nel tempo. Si è passati infatti da una frequenza del 7% nel 2008 al 37,6% nel 2011.» Perché? Ancora una volta grazie alle modifiche del decreto legge 70/2011, che ha innalzato la soglia massima della trattativa privata da cinquecentomila a un milione di euro. Inutile la legge obiettivo. A dieci anni dall’entrata in vigore della norma che avrebbe dovuto accelerare la realizzazione delle opere strategiche è stata completata un’opera su tre. Insomma lavori lentissimi e richiesta di varianti, tempi dilatati di redazione della progettazione esecutiva. Risultato: l’incremento dei costi contrattuali. Per non parlare delle varianti. Tra i casi eccellenti la Nuvola disegnata da Massimiliano Fuksas a Roma, che ha collezionato ben sei varianti, l’ospedale del Mare di Napoli (opera in stallo, con costi lievitati di oltre il 50% rispetto al progetto originario di duecentodiecimilioni) e l’auditorium di Isernia con costi quintuplicati da undici a cinquantacinque milioni. Ed è di ottobre scorso la notizia dell’inaugurazione dell’auditorium de L’Aquila, opera realizzata per il post-terremoto del 2010, che è stata chiusa solo dopo due giorni per mancanza di collaudo. I numeri sono impressionanti. Negli appalti pubblici che si realizzano i peggiori crimini economici del Paese.<br />
La corruzione riguarda tutto ciò che è spesa pubblica. E non serve fare la spending review per risolvere il problema, se alla base non si eliminano i crimini. Ormai è un dato riconosciuto persino dall’Europa e da grandi studiosi: è nelle grandi opere infrastrutturali, negli appalti utili per la gestione ordinaria del Paese, in tutti i servizi pubblici e, più in generale, nel funzionamento della macchina dello Stato che si annida la corruzione. Le grandi opere e le costruzioni delle infrastrutture sono le situazioni più evidenti. Siamo circondati da cantieri fermi o aperti per decenni, dai quali sembra non ci libereremo mai. Nel frattempo tutte le infrastrutture vanno a rotoli. E si stima che in Italia un chilometro di autostrada costi anche quattro volte in più rispetto al resto del mondo. La Tav sei volte più che in Francia. E non c’è Authority o spending review che tengano per fermare i ladri o gli incapaci.</p>
<p>“<a href="https://www.cosapubblica.it/sistema-corruzione/">Il sistema corruzione</a>”</p>
<p>20 agosto 2013  <!--codes_iframe--><!--/codes_iframe--></p>
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