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	<title>PD - Cosa Pubblica. Libra</title>
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		<title>Storia di ordinaria Corruzione il PD caccia chi denuncia e non chi corrompe</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Aug 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Succede ad Agropoli, comune di 20mila abitanti in provincia di Salerno dove Carmine Parisi e Antonio Domini sono stati cacciati dal Partito democratico per aver osato porre interrogativi precisi sull’operato del primo cittadino Francesco Alfieri su cui pende una richiesta di arresto (respinta) per corruzione. A 12 mesi dall’estromissione, i due sono ancora delusi: “Non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Succede ad Agropoli, comune di 20mila abitanti in provincia di Salerno dove Carmine Parisi e Antonio Domini sono stati cacciati dal Partito democratico per aver osato porre interrogativi precisi sull’operato del primo cittadino Francesco Alfieri su cui pende una richiesta di arresto (respinta) per corruzione. A 12 mesi dall’estromissione, i due sono ancora delusi: “Non chiederemo di nuovo la tessera”</p>
<p>“Hanno vinto loro”. Allarga le braccia il 25enne <strong>Carmine Parisi</strong>. “Hanno vinto loro, non c’è dubbio”, rinforza il concetto il quasi 50enne <strong>Antonio Domini</strong>, ex sindaco Ds di <strong>Agropoli</strong>, Comune di 20mila abitanti in provincia di <strong>Salerno, </strong>punto di riferimento di Parisi e di altri esponenti dei<strong> Giovani democratici</strong> (Gd) locali nelle battaglie di legalità e di opposizione al sacco edilizio di una parte del<strong>Cilento</strong>. “Loro” sono i “<strong>papaveri” del Pd</strong> campano e nazionale. Quelli che hanno espulso Parisi e Domini dal partito per aver osato criticare l’azione di un sindaco del Pd, <strong>Francesco Alfieri</strong>, e che ora tace sulle inchieste e sulla<strong> richiesta di arresto</strong> (respinta) con accuse di <strong>corruzione</strong> che hanno raggiunto il primo cittadino nell’ambito dell’<strong>inchiesta “Due torri”</strong> chiusa il 31 luglio scorso. Un’indagine sull’assegnazione degli appalti alla Provincia di Salerno negli anni in cui Alfieri ricopriva il ruolo di assessore ai Lavori pubblici.</p>
<p>E’ il trionfo del <strong>doppiopesismo</strong> di convenienza. Chi denuncia, documenti alla mano, abusi, irregolarità e circostanze sospette, va cacciato “perché – parole della coordinatrice del Pd agropolese <strong>Costantina Ricciardelli</strong> – sta portando avanti un’azione di <strong>delegittimazione</strong>dell’operato politico e amministrativo del governo cittadino”. Chi viene colpito da quelle denunce che si rivelano poi fondate, resta nel Pd e ne viene difeso. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/30/denuncia-sacco-edilizio-del-cilento-sospeso-dal-pd-diventa-leroe-dei-giovani-del/310948/" rel="nofollow" target="_self" class="external external_icon">Ad Agropoli, un anno dopo il reportage de<em>ilfattoquotidiano.it</em></a>, la situazione è diventata surreale. Parisi, Domini e una decina di ragazzi che animavano <a href="https://www.cosapubblica.it/iniziative/">iniziative</a> politiche controcorrente, hanno deciso di non provare nemmeno a <strong>chiedere di nuovo la tessera Pd</strong>. “Io e altri amici restiamo nei Gd, io faccio parte della <strong>segreteria regionale</strong>– spiega Parisi – ma perché iscrivermi di nuovo al Pd, un partito che è rimasto sordo alle questioni che sollevavamo, anzi, consentendo ad Alfieri di rafforzarsi fino al punto di fare eleggere una deputata di riferimento?”. Questioni delicate, quelle portate avanti da Parisi attraverso <a href="http://www.trasparenzaelegalita.it/" rel="nofollow" target="_blank" class="external external_icon">il giornalino<strong>‘Trasparenza e legalità’</strong></a>, come gli interessi delle ditte edili riconducibili ad alcuni amministratori locali. Ed il ruolo del sindaco-avvocato Alfieri come “garante” di un <strong>patto del mattone</strong>.</p>
<p>Vengono in mente le parole del segretario salernitano del Pd, <strong>Nicola Landolfi</strong>, dell’estate 2012: “Alfieri non ha avuto nemmeno <strong>un avviso di garanzia</strong>. Se e quando lo riceverà, ne discuteremo”. L’avviso è arrivato a fine luglio, al termine di mesi trascorsi sulla graticola della pubblicazione di<strong>stralci di verbali</strong> e di i<strong>ntercettazioni</strong> imbarazzanti per l’eccessiva confidenza di Alfieri (definito<strong> “il santissimo”</strong> in un’intercettazione telefonica”) con <strong>Giovanni Citarella</strong>, il discusso imprenditore edile <em>deus ex machina</em> di un cartello di imprese che si spartivano a tavolino la torta degli appalti pubblici, col quale il sindaco discuteva di case da acquistare a <strong>Roccaraso</strong> e altro. La Procura di Salerno accusa Alfieri di aver intascato in due tranches una <strong>tangente da 25mila euro</strong> da una ditta di Capaccio per “orientare” quattro appalti quando ricopriva anche il ruolo di assessore provinciale ai Lavori pubblici della vecchia giunta di centrosinistra. Il pm<strong> Rosa Volpe</strong> ne aveva chiesto l’arresto, il gip ha valutato diversamente, peraltro Alfieri proprio un mese fa si è dimesso da consigliere provinciale perché, dopo<strong> 7 anni di doppi incarichi</strong> ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al ruolo di primo cittadino.</p>
<p>Ovviamente la dirigenza del Pd non ha avviato nessuna discussione su di lui. Dividendosi tra un silenzio complice e qualche difesa d’ufficio. Nulla di fronte alla gragnuola di fuoco esplosa contro gli oppositori interni di Alfieri. Sottoposti a <strong>procedimenti disciplinari</strong>, sconfessati, sospesi, di fatto allontanati. Solidarietà politica è arrivata solo dall’ex parlamentare Idv <strong>Franco Barbato</strong>, che l’anno scorso ha firmato un paio di interrogazioni, e da <strong>Antonio Ingroia</strong>, che ha candidato Domini alle ultime elezioni politiche in <strong>Rivoluzione civile</strong>.</p>
<p>Insomma, nel Pd vige la regola “non disturbare il manovratore”. E le sue ambizioni. Alfieri non nasconde di mirare al consiglio regionale, spera di aiutare l’amico <strong>Vincenzo De Luca</strong> a diventare il nuovo governatore della Campania. Al parlamento non poteva candidarsi, avrebbe dovuto dimettersi da sindaco. Per il momento ha fatto eleggere alla Camera la giovanissima <strong>Sabrina Capozzolo</strong>, vigile urbano stagionale di Agropoli. Capozzolo è la segretaria del circolo Gd, emersa dopo una frattura tra pro e contro Alfieri che ha visto anche qui vincere “loro”. Lei ha conquistato un posto in lista grazie al boom delle parlamentarie ad Agropoli, dove, secondo un ricorso dell’ex senatore<strong>Alfonso Andria</strong>, il 30 dicembre hanno votato 1071 persone, 331 in più degli aventi diritto che erano appena 740. Alfieri ha fatto campagna per lei e l’11 febbraio a un comizio ha detto: “E’ come se fossi io il candidato”.</p>
<p>Tre giorni dopo gli è piombato addosso il primo avviso di conclusa indagine: <strong>omissione d’atti d’ufficio</strong> e <strong>sottrazione di beni sottoposti a confisca</strong> con l’aggravante del <strong>metodo mafioso</strong>, con l’accusa di non aver impedito a un clan criminale di etnia rom di reimpossessarsi di tre appartamenti affidati al Comune affinché venissero destinati ad un uso sociale. Curiosamente “L’aggravante del metodo mafioso” è il titolo di un libro di <strong>Chiara Fiore</strong> e <strong>Mario Valiante</strong>presentato il 27 luglio ad Agropoli alla presenza di Alfieri, Capozzolo e dell’ex procuratore generale della Cassazione <strong>Vitaliano Esposito</strong>. Tre giorni dopo è piombata addosso al sindaco l’inchiesta sugli appalti. “Una ritorsione – dice – mi sono opposto a chi mi accusa. Ma vi pare che io che ho gestito lavori per 700 milioni mi sarei venduto per 25mila euro”? Intanto già calcola <strong>la prescrizione</strong>: “Per l’episodio del 2006 è ormai scattata, per quello del 2007 è vicina”. Alfieri è innocente fino a prova contraria. Ma nel Pd la “presunzione di colpevolezza” è valida solo per chi si è permesso di contrastarlo.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/19/agropoli-sindaco-pd-indagato-per-corruzione-democratici-che-denunciarono-ma-hanno/683799/" rel="nofollow" target="_blank" class="external external_icon">http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/19/agropoli-sindaco-pd-indagato-per-corruzione-democratici-che-denunciarono-ma-hanno/683799/</a></p>
<p>19 agosto 2013  <!--codes_iframe--><!--/codes_iframe--></p>
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