Trasparenza e lagalità

La legalità in Italia funziona per casualità, inciampi, contraddizioni e priorità, al di fuori del contratto sociale: la Costituzione. Sperare che la politica al comando, o una qualche teoria di giuristi e costituzionalisti ci restituisca il senso di giustizia è pura illusione.

I media sono bravi a confondere i propri interlocutori diffondendo informazione con tranelli retorici, per disorientare e spostare l’attenzione dal centro del problema. Il disastro si contiene se il cittadino diventa agente di legalità e partecipa alla gestione del bene comune, analizzando e valutando i fatti economici e finanziari.

Se i politici gli abusi li fanno al chiuso, nelle stanze del potere, nel privato del malaffare, negando il diritto democratico alla trasparenza, noi cittadini li dobbiamo scoprire togliendo i veli, prendendoli a “schiaffi” con una forte opposizione e una azione di “political correctness”, indispensabili per la vita di qualsiasi democrazia. Non bisogna temere il solito bigottismo mediatico o polpotismo comportamentale che l’esercito dei custodi e difensori al tempio del potere attiva immediatamente dopo ogni critica.

Ai muri di gomma che i politici corrotti pongono a difesa dei loro colpi bisogna rispondere anche esagerando, con confronto inquisitorio, fastidiose urla insensate. L’insensatezza è il prezzo del ritorno  alla normalità convenuta.

13 ottobre 2013

Piero Di Caterina Presidente di CosaPubblica